Davide Francesconi, classe 1994, è batterista, musicista e docente, con una formazione caratterizzata da una forte curiosità musicale e dalla continua esplorazione di strumenti e linguaggi differenti.
Il suo rapporto con la musica inizia molto presto: a soli quattro anni frequenta un corso di propedeutica musicale e tastiera, proseguendo poi lo studio del pianoforte fino agli undici anni. È proprio a quell’età che si avvicina alla chitarra, iniziando contemporaneamente a vivere le prime esperienze sul palco come chitarrista e cantante. A tredici anni incontra definitivamente la batteria, lo strumento che diventerà il centro del suo percorso, senza però abbandonare lo studio e la pratica degli altri strumenti.
La sua formazione batteristica si sviluppa anche in ambito accademico attraverso il corso di Batteria Jazz al Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena, dove studia e sostiene esami con musicisti e docenti come Walter Paoli, Luca Santaniello, Michele Francesconi, Gian Marco Gualandi e Giorgio Babbini. Approfondisce inoltre lo studio privatamente con Fabio Nobile e partecipa a workshop e masterclass con alcuni importanti protagonisti della batteria e della musica contemporanea, tra cui Mark Guiliana, Gary Chaffee, Mike Mangini, Fabio Nobile, Alessandro Scala e Sam Gambarini.
L’esperienza dal vivo accompagna da sempre il suo percorso. Dopo le prime esperienze come chitarrista e cantante, porta la propria musicalità anche sulla batteria, sviluppando negli anni una notevole versatilità attraverso formazioni e repertori differenti. Si muove tra jazz, pop, funk, afrobeat e blues, confrontandosi con linguaggi diversi e costruendo un approccio allo strumento sempre aperto alla contaminazione.
Attualmente è membro stabile dei The Grace, formazione rock, e del trio strumentale Ananhash, progetto nel quale confluiscono e si incontrano funk, rock, progressive metal, latin e afrobeat. Un’esperienza che rappresenta bene il suo modo di intendere la musica: non come un insieme di generi separati, ma come un territorio nel quale sperimentare, ascoltare e trovare nuove possibilità.
Anche nell’insegnamento cerca di trasmettere questo approccio. Il suo metodo parte innanzitutto dalla motivazione dell’allievo: imparare deve essere un percorso stimolante, concreto e legato al piacere di suonare. La tecnica e la teoria rimangono fondamentali, ma vengono affrontate sempre in relazione alla pratica e alla musica reale, affinché ciò che si studia possa trovare immediatamente un’applicazione sullo strumento.
Per Davide, infatti, suonare bene non significa soltanto eseguire correttamente un esercizio, ma capire cosa si sta facendo, ascoltare ciò che accade intorno e imparare a esprimersi attraverso lo strumento.
L’obiettivo è quindi costruire una preparazione solida senza perdere la componente più importante: la voglia di suonare, sperimentare e trovare la propria voce musicale.




