Francesco Laghi è chitarrista e docente, con oltre vent’anni di esperienza tra attività live, studio e insegnamento. Si avvicina alla chitarra all’età di dodici anni e sviluppa nel tempo una formazione ampia, muovendosi tra rock, blues, soul, funk, pop e linguaggi moderni.
Il suo percorso professionale prende slancio nel 2005 con i Bonus Track, con cui apre i concerti di B.B. King e Jerry Lee Lewis al Pistoia Blues Festival. Nello stesso periodo la band riceve dalla rivista Chitarre il riconoscimento di Migliore Band Rock-Blues Italiana. Successivamente entra nel circuito di Blue Sky Promotion, partecipando a date europee come opening act per Jethro Tull e Suzanne Vega.
Nel 2009 entra nel progetto di Mia Silva, con cui affronta tournée in Olanda, Francia, Inghilterra e Austria. Dal 2010 collabora con Paolo Simoni, prendendo parte a importanti concerti e aperture per Luciano Ligabue e registrando l’intero secondo album Ci voglio ridere su presso gli studi di Ligabue a Correggio.
Parallelamente sviluppa numerose collaborazioni in ambito soul, R&B, blues, funk e pop, tra cui quella con i Groove City, premiati per il progetto New York State of Mind, e con musicisti come Charlie Wood e James Thompson. Partecipa inoltre a tournée e grandi eventi, comprese quelle legate a Marco Ligabue e Rio, e a numerosi appuntamenti internazionali e motoristici.
Tra il 2017 e il 2018 collabora con Luca Maggiore, protagonista di Notre Dame de Paris di Riccardo Cocciante, prendendo parte a concerti, produzioni in studio e al progetto Felice di Dare. Nel corso degli anni continua a lavorare come session guitarist, collaborando con artisti, agenzie e produzioni in ambito pop, rock, blues, soul e funk.
La sua formazione comprende gli studi con Rolando Guerrini, Gabriele Bombardini, Paolo Carta e Roberto Formignani, oltre a seminari di improvvisazione jazz con Mike Stern, Scott Henderson, Pat Metheny e John Scofield, lo studio dell’Ear Training al Conservatorio Musicale di Adria e una specializzazione in chitarra moderna presso la Music Academy Italy di Bologna.
Da anni affianca all’attività professionale quella didattica, portando nell’insegnamento una conoscenza maturata direttamente sul palco e in studio.
Il suo approccio parte dalla tecnica, ma guarda soprattutto alla musicalità, all’ascolto e alla capacità del chitarrista di adattarsi a linguaggi diversi, perché conoscere la chitarra significa anche imparare a trovare il proprio suono e il proprio modo di stare nella musica.




