Simone Francioni, classe 1993, è bassista, contrabbassista e docente. Si avvicina al basso elettrico all’età di dieci anni, iniziando a studiare con musicisti e insegnanti del territorio, tra cui Cico Cicognani e Massimiliano Selvi.
A diciotto anni intraprende un percorso accademico presso il Conservatorio “Bruno Maderna” di Cesena, dove studia contrabbasso classico e consegue il diploma accademico di primo livello. Prosegue successivamente la propria formazione completando il Diploma Accademico di II livello in Contrabbasso, ampliando così una preparazione che unisce il mondo della musica moderna a quello della formazione classica.
Nel corso della sua esperienza musicale sviluppa una particolare versatilità, lavorando sia come bassista elettrico sia come contrabbassista. Da oltre vent’anni è attivo come musicista live e in studio e ha avuto modo di suonare in diversi Paesi, tra cui Germania, Inghilterra, Danimarca, Repubblica Ceca, Corea del Sud e Australia.
Dal 2016 è bassista dei Matrioska, storica formazione ska-punk milanese, con cui partecipa al Occhi Mossi Tour e alla realizzazione e tournée dell’album Bugie. Nel 2019 partecipa alle tournée internazionali dei B.O.E.M., tra Corea del Sud, Germania e Repubblica Ceca, e porta il proprio basso nel progetto Forever Soul di Lisa Hunt, storica corista di Zucchero, affrontando repertori soul, funk, gospel e discofunk.
Successivamente entra anche nei Los Fastidios, formazione ska-punk veronese, con cui partecipa al Joy Joy Joy Tour in Germania, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca e Belgio.
Nel corso degli anni collabora inoltre con numerosi artisti e musicisti, tra cui Ian Paice, Ricky Portera, Paola Turci, Kenneth Bailey, Gabin Dabirè, Matt Hanley, Nicola Peruch, Christian Capiozzo, Mecco Guidi, Pietro Taucher, Filippo Tirincanti, Simone Lamaida, Bob Dusi e Luca Bonucci.
Parallelamente all’attività nel mondo della musica moderna, approfondisce il repertorio classico e cameristico, collaborando con diverse orchestre e prendendo parte a produzioni dedicate a Brahms, Dvořák e Strauss, oltre a progetti con il Quartetto Guadagnini e a un workshop con la New Hong Kong Philharmonia.
La sua esperienza nasce quindi dall’incontro tra mondi apparentemente diversi: basso elettrico e contrabbasso, musica moderna e classica, palco, studio e orchestra.
Nell’insegnamento porta proprio questa versatilità, con l’obiettivo di aiutare l’allievo a costruire una tecnica solida, sviluppare ascolto e consapevolezza e, soprattutto, imparare a essere parte della musica attraverso il proprio strumento.




